Impossibile in questa sede citare tutti i film che hanno affrontato il tema dell’Olocausto: servirebbe un libro apposta, tali e tante sono le produzione che – a tutte le latitudini – sono state dedicate al genocidio degli ebrei. Ci limitiamo pertanto a una personalissima selezione di alcuni titoli, più o meno celebri.
Il kolossal – Schindler’s List
Iniziamo la nostra carrellata da quello che è forse il film più celebre, ovvero il capolavoro del regista Steven Spielberg. Girato in un elegante bianco e nero, è basato sulla vera storia di Oskar Schindler (interpretato da un Liam Neeson in stato di grazia), industriale tedesco scomparso nel 1974 e nominato Giusto tra le Nazioni per aver salvato più di 1000 ebrei dallo sterminio che divenne – dopo il racconto hollywoodiano – una figura conosciuta in tutto il mondo.

Il capolavoro italiano – Il giardino dei Finzi-Contini
Vera e propria pietra miliare della cinematografia italiana, il film di De Sica è tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. Famiglia ricchissima, appartenente all’alta borghesia ferrarese, i Finzi-Contini si trovano improvvisamente a dover fare i conti con una realtà che stravolge le loro vite dopo l’introduzione delle leggi razziali in Italia. Pluripremiato, Il giardino dei Finzi-Contini vinse, tra gli altri riconoscimenti, il premio Oscar come miglior film straniero: il quarto e ultimo per Vittorio De Sica.

L’infanzia – Arrivederci, ragazzi
Sono molte le pellicole che affrontano questa orribile pagina di storia dal punto di vista dei più giovani, le vittime per eccellenza della follia nazista, da Jona che visse nella balena di Roberto Faenza a Il bambino con il pigiama a righe solo per citarne alcuni: la nostra scelta ricade però su questo film di Louis Malle del 1987. In modo intelligente e delicato il regista francese racconta il tentativo senza successo di mettere in salvo ragazzi ebrei nascondendoli in un collegio della provincia francese, narrando la vicenda dal punto di vista di uno dei compagni.

L’inizio di tutto – Conspiracy
Realizzato per la TV è la cronistoria della famigerata conferenza di Wannsee , dove furono messi a punto gli aspetti organizzativi della “soluzione finale” della questione ebraica. Kenneth Branagh e Stanley Tucci vestono i panni di Reinhard Heydrich e Adolf Eichmann in questo film che riesce a mantenere un tono didascalico senza sacrificare nulla alla tensione.

La cattiva coscienza – Amen
Costa-Gavras, da sempre regista engagé, si assume il delicatissimo compito di realizzare questo film su un punto tanto delicato quanto controverso: il ruolo ricoperto delle alte gerarchie cattoliche e il loro atteggiamento di fronte allo sterminio. Forti polemiche ne accompagnarono l’uscita, anche a causa della locandina realizzata da Oliviero Toscani – una sorta di via di mezzo tra la svastica e la croce.

La speranza – Jakob il Bugiardo
In un orizzonte senza speranza, non resta che la finzione. Questo sembra essere il pensiero dell’ebreo Jakob che decide di alimentare le aspettative della sua gente create da un equivoco inventandosi notizie e voci di una radio clandestina. Una trovata che purtroppo non basterà a salvarli dalla deportazione, ma che contribuisce a rendere più sopportabili i loro ultimi giorni. Il film ebbe anche un remake americano con Robin Williams nel ruolo del protagonista.

Il collaborazionismo – Vento di primavera
Secondo Ernst Junger la cattiva coscienza era l’incubo dei francesi. Questo bel film, che scegliamo come capofila sul tema del collaborazionismo, sembra confermare la sua tesi ma è anche la testimonianza di come oltralpe sappiano ripensare alla loro storia: il 16 luglio 1942 la polizia francese, complice dei nazisti, effettuò un rastrellamento degli ebrei – dapprima radunati nel Velodromo della capitale e da lì deportati in un campo di transito nella Loira in attesa del definitivo viaggio per Auschwitz.

Il documentario – Notte e nebbia
Nel 1956 Alain Resnais realizza il documentario più celebre di sempre sulle atrocità dei nazisti. Il tema dell’Olocausto è raccontato dal regista francese in questo suo lavoro dal grande impatto emotivo, accentuato dall’alternanza di immagini a colori e in bianco e nero e dalla voce fuori campo che utilizza un francese aulico.

Sopravvivere all’inferno – L’uomo del banco dei pegni
Sol Nazerman (un grande Rod Steiger), sopravvissuto all’orrore che ha visto la sua famiglia sterminata ad Auschwitz, vive un’esistenza senza speranza, dominata dalla sfiducia. Il suo lavoro quotidiano lo mette continuamente in contatto con la miseria umana e nulla sembra scalfire il suo nichilismo e la sua durezza.

La voglia di vivere – Giulietta, Romeo e le tenebre
Lui nasconde lei, ebrea, nella soffitta dello stabile dove abita, combattendo contro la meschineria piccolo-borghese della famiglia e dei vicini. Shakespeare in salsa praghese in questo bel film del 1959 di Jirí Weiss: ovviamente anche in questo caso, come in Shakespeare, impossibile pensare a un lieto fine…






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