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  • Il “ritorno” di Ulisse sul grande schermo

    “Il ritorno” di Uberto Pasolini ci offre lo spunto per una carrellata delle principali versioni dell’Odissea al cinema e in televisione. Resta insuperata quella di Franco Rossi.

  • La fuga disperata per i canali di Varsavia

    Seconda opera di Andrzey Wajda, “I dannati di Varsavia” (1957) è una storia di disperazione. Un film antibellico e antiretorico che venne aspramente criticato nella Polonia allora sovietizzata ma favorevolmente accolto dai critici e dal pubblico straniero.

  • Ave, Caesar, morituri te salutant

    Ciò che colpisce immediatamente del sottovalutato “I Morituri” (Morituri, 1965), del tedesco Berhard Wicki è che, sotto l’apparenza di un puro film di guerra, utilizza tutti i codici e le ambiguità del film di spionaggio e mette in risalto protagonisti di una complessità raramente riscontrabile in questo genere di produzioni. Imperdibile il confronto Brando–Brynner

  • La storia crudele di un uomo braccato

    Secondo film americano di Fritz Lang, “Sono innocente!” (1937) è ancora impeccabile: un’amara riflessione sulla colpa e sul conflitto tra uomo e società, temi cari al regista viennese